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Venti fotografi hanno lavorato al
Laboratorio di fotografia Seguendo la
traccia de/la strada Pedemontana veneta,
condotto da Marco Zanta e organizzato da
Arci Educazione Permanente. Nell'occasione è
stato affidato al fotografo Federico Covre
un incarico di lettura del territorio che
seguisse lo stesso tracciato degli allievi
del Laboratorio. Da marzo ad aprile 2008,
sono state fatte più di 1500 fotografie,
Ogni partecipante ha scelto un tratto del
futuro percorso della Pedemontana,
sviluppando un originale progetto di
ricerca. La mostra finale, realizzata
dall'Arci, in collaborazione con gli allievi
del corso e Spazio Paraggi, ospita una
scelta di circa 200 scatti. A ogni fotografo
è riservato lo spazio per presentare in
maniera significativa il proprio progetto.
Una sala dello Spazio è dedicata al lavoro
di Federico Covre. Ne risultano venti modi
di vedere il paesaggio, senza cercare lo
scorcio pittoresco o la cartolina. Novanta
chilometri di lunghezza, tre volte più lunga
del Passante di Mestre, triplo il costo che
arriva a due miliardi e quattrocento milioni
di euro, la Pedemontana veneta ha visto la
luce il 4 dicembre 2007, con l'assegnazione
da parte della giunta regionale
dell'incarico esecutivo a un gruppo di
imprese italiane, per realizzare i novanta
chilometri che tagliano da Est a Ovest il
Veneto, attraverso trentadue comuni delle
province di Vicenza e Treviso, da Montecchio
Maggiore a Spresiano. Sono previsti cinque
anni per fare la superstrada. Ma i lavori
che dovevano prendere il via nel 2008, per
una controversia nell'assegnazione degli
appalti, non sono ancora iniziati. I
fotografi hanno seguito un fantasma: una
Iraccia per ora segnata solo sulla carta. Ma
sull'immagine intoccata del paesaggio
attuale incombe un piano viario che presto
stravolgerà a fondo il territorio. Le
fotografie esposte hanno perciò uno smaccato
valore postumo: mostrano luoghi che tra
qualche tempo muteranno per sempre. Sono
immagini struggenti, commoventi
commemorazioni in vita di "vedute" destinate
a scomparire. Proprio nel presagio della sua
fine incombente, anche questo paesaggio già
molto compromesso, diventa per paradosso
un'icona preziosa, un quadro quasi idillìaco.
Seguendo !a traccia... s la prima fase di un
lavoro che si ripromette una seconda e
ultima parte, dopo la realizzazione della
superstrada, con un ritorno sugli stessi
luoghi, per accertare vastità e profondità
dei cambiamenti, con la memoria di quel che
si è perduto e la visione di ciò che lo ha
sostituito. |